BISOGNEREBBE PARTIRE (da Legàmi - Lepisma) è tra le tre vincitrici del Contest OUBLIETTE MAGAZINE
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domenica 4 marzo 2018
"BISOGNEREBBE PARTIRE" VINCE IL CONTEST
BISOGNEREBBE PARTIRE (da Legàmi - Lepisma) è tra le tre vincitrici del Contest OUBLIETTE MAGAZINE
martedì 6 febbraio 2018
PRESENTAZIONE DI ANDROMEDA
Mercoledì 7 febbraio alle ore 19,00
Al Bebop Jazz Club Anna Maria Curci e Giorgio Taffon
parleranno di Andromeda.
Nel tempio della musica Jazz una bella serata di poesia
dedicata alle stelle con tanti amici poeti.
GRAZIE A TUTTI
martedì 26 dicembre 2017
Andromeda - Recensioni
Recensione del Prof. Giorgio Taffon
saggista, autore drammatico, critico letterario, già docente di Letteratura Teatrale Italiana e di letteratura italiana, moderna e contemporanea presso l'Università Roma Tre
Andromeda
di Renato Fiorito
Ho appena finito di rileggere Andromeda (Borgomanero, Giuliano
Ladolfi Editore, 2017) di Renato Fiorito, e sto raccogliendo le mie
impressioni e qualche idea per avere la
concretezza di una rilettura un po’ più analitica. Parto dalla mia inevitabile
esperienza di lettore, ahimè non più giovane e dunque di una qualche
esperienza. Per quanto riguarda la struttura generale del "poemetto",
è inevitabile rifarsi come riferimento alla tradizione dei poemi (e poemetti,
che sono forma più moderna) di tipo cosmogonico o didascalico o filosofico-scientifico
(tralascio ovviamente quelli epici e allegorici). Un esempio fra i tanti è
quello del De rerum natura di
Lucrezio. Andromeda ha parecchio di quelli filosofici, e
molto dei cosmogonici e dei didascalici: ma si badi bene, senza
occhieggiamenti, rimasticature, imitazioni, ma giustamente con inevitabili e
necessari riferimenti a importanti contributi bibliografici scientifici, al
punto di muovere sotto i nostri occhi di lettori una mole di conoscenze
notevole che dimostra un grande impegno di composizione nel trascegliere,
collegare, rendere coerente uno sviluppo che ha anche un carattere narrativo, che
si dispiega su 15 episodi, o capitoli.
Il pregevole lavoro di Renato Fiorito sui
vari aspetti del Reale e dell'Universo e dell'Uomo e della Divinità divengono,
in fondo, soprattutto appannaggio di un mondo intuitivo, immaginativo, che va
oltre il razionale e lo scientifico, ma senza banalmente negarli, tutt’altro,
come è dimostrato dalla consapevolezza dei due campi fondamentali della Fisica
moderna: la relatività e la meccanica quantistica! Lo spirito della poesia, di
questa poesia antica e nuova, è generato dalle personali intuizioni e visioni e
dai sentimenti del poeta, che sa bene come siano tutti anche condivisi come
patrimonio comune dai lettori.
Il
correlativo oggettivo formale ed espressivo di questo poemetto, Andromeda, è una prosodia molto attenta
ad assecondare nel ritmo e nel metro i momenti di spaesamento, di impaurimento,
di speranza, di mistero affascinante (come afferma il prefatore Giuliano
Ladolfi), di interrogazione: il poeta sa
pensare con la mente e assieme col cuore riuscendo così a coinvolgere anche sul
piano emotive il lettore. Devo dire che nel leggerlo per la terza volta in
questi giorni non ho staccato gli occhi
dalle pagine, dal primo all’ultimo verso, e ciò, a mio parere, avviene quando i
poeti sanno compiere dei sortilegi: usare un oggetto (il libro, la composizione
testuale) e le formule (l’espressività del verso con tutte le sue componenti)
per conquistare magicamente l’attenzione totale dei loro lettori!
Giorgio
Taffon
giovedì 16 novembre 2017
Andromeda - il poema dell'universo
ANDROMEDA
di
Renato Fiorito
Giuliano Ladolfi Editore

E' fresco di stampa "Andromeda", poema che narra della storia dell'Universo, della terra e dell'uomo, del tempo senza tempo e di Dio, di filosofia e di religione, dell'eternità della materia e del nostro passare tra conquiste e tragedie.
Scrive in proposito lo scrittore e critico letterario Giuliano Landolfi: "Solo a trascorrere l’indice, il lettore viene pervaso da un senso di stupore per un’impresa raramente tentata nella storia della poesia: ripercorrere il cammino della vita dal Big Bang a oggi... "
Libro acquistabile scontato in
Arrivano a intervalli regolari
come pulsazioni di civiltà scomparse
onde elettromagnetiche di esplosioni stellari.
La forza gravitazionale incurva lo spazio e piega la luce.
Senza energia la materia si accumula
in resti superdensi che inghiottono le stelle.
Dentro ogni galassia c’è un buco nero
che assomiglia alla morte.
Gas, stelle, pianeti vi ruotano intorno
prima di sparire.
Anche noi scompariamo
seguendo il corso degli astri.
Senza rumore consumiamo
l’energia che ci muove.
L’anima si ripiega sulla sua ombra
e collassano i sogni dopo un breve brillare.
Siamo la scintilla e siamo la cenere.
Pulsa nella sua luce
un’illusione di eternità.
domenica 1 ottobre 2017
"LEGAMI" letto alla Sala Baldini
CONCERTI DEL TEMPIETTO
Sala Baldini (Piazza Campitelli, 9 - Roma) -Domenica 1° ottobre - ore 19,30
Una serata resa magica dalle note di Brahms - Sonate op.120 - con Matteo Rocchi (viola) e Rodolfo Focarelli (pianoforte).
martedì 12 settembre 2017
LA TERRA CONTESA
La Terra contesa recensita su Poetrydream
http://antonio-spagnuolo-poetry.blogspot.it/2017/09/segnalazione-volumi-renato-fiorito.html
"L’opera si può considerare nel panorama odierno un raro esempio di poesia civile, non nel senso pasoliniano di scrittura politico – sociale – economica per una più equa distribuzione dei beni e dei diritti per le classi proletarie, ma nel senso di voler essere una testimonianza in versi del doloroso e duraturo conflitto tra palestinesi e israeliani, che, come ogni guerra, è un’offesa all’intelligenza e si basa, oltre che sul fattore religioso, su quello economico."
mercoledì 15 febbraio 2017
mercoledì 30 novembre 2016
Serata Shakespeariana
Celebrazioni Shakespeariane
AL POLMONE PULSANTE
Salita del Grillo 21 - Roma
CELEBRAZIONI SHAKESPEARIANE
Giovedì 1° Dicembre 2016 ore 19,00
Coordinano Antonella Antonelli e Renato Fiorito
Parteciperanno gli attori:
Parteciperanno gli attori:
Marco Belocchi, Giuseppe Lorin e Cristina Galardini.
i poeti:
Anna Avelli, Marzia Badaloni, Luca Benassi,
Alessandra Carnovale, Sabino Caronia, Daniela Cavallini,
Mel Carrara, Davide Cortese, Franco Di Carlo,
Francesca Farina, Antonella Giordano,
Giuseppina Marilena Mondello, Mario Montanari,
Anita Napolitano, Vittorio Pavoncello,
Roberto Piperno, Emiliano Scorzoni, Marcello Soro,
Massimiliano Testa, Michela Zanarella
lunedì 17 ottobre 2016
La terra contesa a Mortara
Una bellissima serata d poesia alla Biblioteca Civico 17 di Mortara. con Laura Fedigatti della Libreria "Mille e una pagina" e il poeta Luigi Balocchi che hanno parlato del poema "La terra contesa". Ringrazio la Direttrice della Biblioteca Civica Antonella Ferrara che ha reso possibile l'evento.e il numeroso pubblico intervenuto.
IL GIORNO 12 NOVEMBRE 2016 ALLE ORE 16,00
PRESSO LA BIBLIOTECA CIVICA DI MORTARA
LUIGI BALOCCHI E LAURA FEDIGATTI
PARLERANNO DEL POEMA "LA TERRA CONTESA"
mercoledì 3 agosto 2016
La terra contesa - Recensione del Prof. Carmine Chiodo
Recensione del Prof. Carmine Chiodo - docente di letteratura moderna e
contemporanea all'Università di Tor Vergata – Roma
Renato Fiorito, La terra contesa, Puntoacapo - Collezione
letteraria , Rende 2016 , pp.59.
Ben vengano versi come questi di Renato Fiorito, ben illustrati criticamente
da Manuel Cohen e Vincenzo Vita. Ciò che subito colpisce di questa silloge, ispirata
al film documentario <<Route 181-Frammenti di un viaggio in Palestina
-Israele>> di Eyal Sivan (cineasta israeliano) e Michel Khleifi (cineasta
palestinese) è la musicalità, la chiarezza del linguaggio, ma pure il punto di
vista di terzietà con cui il poeta Fiorito si pone davanti alla complessa,
difficile realtà di due popoli in conflitto.
Subito ci è dato leggere, all'inizio del libro, questi versi illuminanti: “Non emetto sentenze, / sto con le vittime. /
Tutte. / Uso le loro parole, non le mie. / Mi limito a questo: riporto il
dolore, ...”; ecco, è dunque il dolore, di cui parlano sia arabi che ebrei,
il protagonista della silloge.
Senza alcun
dubbio questa opera di Fiorito è tra le raccolte di più alto e consistente
valore umano e poetico apparse in questo periodo di tempo, e che sia cosi
è ampiamente provato dalla scabra essenzialità dei versi e dalla stessa
struttura dell'opera.
“Io amo gli ebrei, / Amare è bello, / Uscire
con le ragazze israeliane è facile, / Più difficile sono le arabe / perché hanno
paura. / A loro è proibito tutto, parlare e uscire. / Per questo i giovani
vogliono andarsene. / Non è per il lavoro. E' perché qui non si vive. / La
politica araba è un fallimento. / Non arriverà mai la pace.” ( Cantieri, p.17);
e più avanti: “Sono disumani
gli ebrei o le loro leggi? / È cattiva la gente o la legge? / Questo pezzo di
terra / dove vivo con le mie capre / me lo porteranno via / in nome di
una legge / che si sono inventata / sulla gestione della terra / e a
nessuno importa / se non ho dove andare” (p.19, Masmiye).
Il dramma che
vivono i due popoli emerge con intensità poetica in ogni verso: “La Palestina non ha frontiere / solo fili spinati” (Check point, p.36); “Nostro
figlio è morto da martire, / Tutto il petrolio del golfo / non vale uno dei
suoi capelli. / La morte di un figlio è terribile. / La vita, non i soldi,
è la cosa più sacra al mondo” (ivi , p.37).
Tuttavia il
poeta non smarrisce la speranza di pace. Al riguardo è significativa la
terza parte della silloge, che si intitola, appunto: “Ma io dico che tra noi dobbiamo fare la pace” Qui si può leggere,
in esergo, un brano della lettera che Ariel
Sharon scrisse a Arafat nel 2001: “Spero che riusciremo
in un futuro prossimo a trovare il modo di riannodare i contatti
personali per porre fine allo spargimento di sangue, di odio e di violenza e di
ricostituire la sicurezza e la cooperazione economica in modo da ottenere una
vera pace.” e trovare immagini
limpide e suggestive come, ad esempio, quella di una piccola manifestazione di giovani
pacifisti israeliani nei pressi di Hawara:
“Sono scesi dagli autobus
/ portando cartelli di pace / e latte in polvere / per i bambini assediati. / Passano
per i campi / per aggirare i posti di blocco, / I soldati hanno gas
lacrimogeni / I ragazzi barattoli di latta./ <<No alle armi, no
alle lacrime, no alle uniformi>> ritmano coi cucchiai sui barattoli / e
sono più belli dei soldati. / Nello scegliere tra legge e morale / hanno scelto
di infrangere la legge. / Chi è per la pace è già di là del filo spinato”
(Manifestazione, p.43), e versi che
aiutano a capire meglio ciò che accade nella terra “contesa”:
“Sarebbe cosi bello il cielo di Israele / se non ci fossero i caccia ad
attraversarlo” (Il confine, p.45); e oltre: “Un tempo c'era la pace. /
Mia madre andava senza timore a Rammallah / e suo fratello viveva senza
preoccupazioni / in un quartiere arabo” (ivi).
Al di là delle
ragioni politiche e delle differenze tra le parti contendenti, la cosa certa è
che palestinesi e ebrei vorrebbero la pace, vivere una vita tranquilla e senza
muri: “si può vivere insieme ebrei e arabi, /
come era in Tunisia, come era in Marocco. / In tutti i paesi arabi si viveva
insieme” (Sajarah, p.51). Basta dunque
con le armi, i fili spinati, la violenza, le bombe. Scoppi invece la pace,
perché ciò che conta davvero non è il “molto male che c'è stato, / ma il bene che se vogliamo ci sarà”.
A guardar bene
come è congegnata, la raccolta si configura come un vero e proprio poemetto, delizioso
poemetto narrativo di altissima e profondissima sostanza umana e poetica,
trionfo della poesia vera e non di quella che gira a vuoto o vive di schemi astratti
e astrusi.
Renato Fiorito
con questo suo lavoro dimostra di saper comporre versi su temi di fondamentale importanza,
come la guerra, l’oppressione, la miseria, rinunciando alla retorica e con l’umiltà
del testimone che si fa da parte per assumere la voce di chi soffre sulla
propria pelle il dolore del conflitto: “Mi sono sposata nel'54. / Abbiamo
avuto otto figli. / Il più piccolo è stato ucciso nella guerra del Libano. / Era
il bambino più bello del mondo. / È per questo che non sopporto più Israele” (Sajarah,
p. 50); oppure ”La gente araba vive in ghetti decrepiti,/ [...] / Il mio nome è Myriam / Questa casa è una vera tomba senza
finestre ./ L'abbiamo presa per viverci in otto” (ivi).
Quando c'è la guerra succede di
tutto, e a tal riguardo si legga il testo che si intitola “Il ghetto”. Qui orrori su orrori, morte, stupri, cadaveri, resti umani per strada,
soldati che saccheggiano e commettono ogni abuso
sulla popolazione: “Ci sono stati stupri. / Uno proprio
davanti a casa mia, / Ne sono stato testimone. / C'era una donna con un neonato
di un mese e mezzo. / Sei uomini sono entrati in casa / e l'hanno violentata. /
Lei è scappata abbandonando il bambino. / Quando l'abbiamo ritrovata non voleva
più vederlo, / Sembrava impazzita, Gli occhi perduti. / Ma non era pazza
/ era solo una donna disperata. / Il fatto è che un soldato, quando nessuno lo
vede / può fare quello che vuole” (p. 32)
Poesia splendida questa di Fiorito, che si conclude con una inaspettata nota di speranza. Citiamo i versi: “Voi non immaginate cosa sia questo: / suonare nelle strade fianco a
fianco / e gettare via il conflitto / semplicemente ballando, / E' la speranza
la musica di un popolo” (Festa,p. 52). Ma prima si legge: “La luna dorme sopra le pietre. / Gli Yemen blues cantano nella luce, / Arabi
e giudei nello stesso posto, / musica e cibo mischiati ,/Gerusalemme è
sacra per tutti” (ivi).
Il poeta, l'uomo Fiorito
sta dunque con gli ultimi, con gli oppressi, accanto a coloro che non vogliono la guerra e chiedono solo “un po' di giustizia / se fosse loro concessa, / per fermare l'odio / e dire basta
ai morti”.
In conclusione, “La terra
contesa”, è un notevole libro poetico che guarda alla guerra con gli occhi
della gente comune, mettendone a nudo la follia, la crudeltà, il razzismo. I
politici, i governanti, i potenti della terra farebbero bene ad ascoltare
la loro voce che dice basta ai morti, ai fili spinati, alle bombe, all'odio
tra gli uomini.
Mi auguro che
quest'opera di Renato Fiorito possa essere letta e meditata da tantissime
persone, poiché in essa potranno trovare vera poesia e veri sentimenti umani.
Carmine Chiodo
venerdì 3 giugno 2016
Presentazione de "LA TERRA CONTESA"
Giovedi 9 giugno in Via Ostiense 106 Roma, alle ore 18,00, nell'ambito di un progetto dedicato al cinema palestinese, l'Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, presenterà il poema "La terra contesa" di Renato Fiorito .
E’ un libro sul conflitto israelo-palestinese che dà voce alla gente che vive in quella terra, partendo dai suoi bisogni, da quello che soffre, dai ricordi e dalle speranze che coltiva.
Recensiranno il poema Manuel Cohen, critico letterario, scrittore e poeta, e Vincenzo Vita, Presidente della Fondazione AAMOD.
Angela Brusa e Eduardo Fiorito. leggeranno alcuni brani.
Il libro è acquistabile sul sito dell’editore Puntoacapo, al link: http://www.puntoacapo-editrice.com/#!123/cxjo
e sui siti online: IBS – Libreria Universitaria - Unilibro, ai link:
domenica 22 maggio 2016
LA TERRA CONTESA - Puntoacapo Edizioni
La terra contesa è quella di Palestina, le vicende che vi si narrano in forma poetica sono quelle dello scontro tra israeliani e palestinesi, le opinioni che si riportano sono quelle della gente comune: la venditrice di bibite, l'operaio, la barista, ecc. Si parte cioè dai bisogni della gente, dalle loro speranze e dai loro rimpianti, e non dalle ideologie, e lo si fa con le loro parole, non con le nostre.
Dalla postfazione di Manuel Cohen
Non è semplice, non è agevole, non è facile affrontare un tema tanto spinoso, dirimente e divisorio quale è la vicenda israelo-palestinese nel suo complesso. Renato Fiorito si misura con una questione che ha poco o nulla di oggettivo, continuamente soggetta come è alle sovrastrutture del nostro immaginario (di uomini, per giunta, distanti e occidentali); variabilmente segnata, come si presenta o come appare, dalle continue e giustapposte letture di contesto e visioni ideologiche preconcette e unilaterali: di volta in volta filoarabe, filoisraeliane, filoamericane, antigiudaiche, antimusulmane, antimperialiste, colonialiste, filoccidentali, filorientali....

mercoledì 23 dicembre 2015
CONCERTI DEL TEMPIETTO
SALA BALDINI - PIAZZA CAMPITELLI, 9 . ROMA
SABATO, 26 dicembre 2015
ore 16.30: i poeti:
Antonella A. Rizzo, Renato Fiorito, Stefania Di Lino,
Diana Cavorso, Carla De Angelis, Massimo Pacetti
ore 17.15
Alessandro Romagnoli (pianoforte)
L. van Beethoven: Sonata in Mi Maggiore Op. 109
F. Chopin: Notturno in Re b Maggiore Op. 27 n. 2, Ballata n. 4 in Fa Minore Op. 52)
M. Musorgskij: Quadri di un’esposizione
domenica 15 novembre 2015
PIOGGIA OBLIQUA
Una selezione de poesie tratte dalla silloge "Legàmi" è stata pubblicata in Pioggia Obliqua - Scritture d'Arte
http://www.pioggiaobliqua.it/poesia-le-proposte-2/
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